L’idiota

La clamorosa svista di JR Smith alle Finals è solo l’ultima di una lunga serie

Uno degli spunti di riflessione più scottanti di queste NBA Finals riguarda un volto tanto noto quanto controverso del panorama NBA: JR Smith. Un suo grossolano errore di concentrazione in Gara 1 è costato ai Cleveland Cavaliers la partita e la chance di essere competitivi nel prosieguo della serie. Con 4.7 secondi da giocare nel 4° periodo, JR ha raccolto un rimbalzo offensivo di importanza capitale, salvo poi buttare tutto alle ortiche dilapidando il possesso extra nel peggiore dei modi possibile. Convito di essere in vantaggio nel punteggio, non solo non è stato in grado di produrre un tiro, ma addirittura ha iniziato a palleggiare in direzione opposta al canestro. Quando LeBron James e tutta la panchina ha iniziato a sbraitare verso di lui, questi si è accorto dell’errore, ma era ormai troppo tardi.

Non è certo la prima volta che il nativo del New Jersey si rende protagonista di giocate dall’altissimo fattore di idiozia. E il tutto mentre JaVale McGee, la cui carriera lo avrebbe reso uno dei possibili indiziati a errori di questo tipo, se la rideva dalla panchina avversaria. La portata dello svarione di JR Smith è tale che, a memoria, solo il lapsus di Chris Webber alla finale NCAA del 1993 regge il confronto. Curiosamente, se allora C-Webb chiamò un timeout che la sua Michigan non aveva, Smith avrebbe assolutamente dovuto chiamarlo per dare una chance ai suoi. Due cantonate che hanno del clamoroso, con la differenza che almeno il primo si è risparmiato di diventare il buffone della corte dei social network per via di una lunga serie di meme che ne deridevano l’epico abbaglio.

Ma non è sempre stata quella dello zimbello la narrativa che ha circondato la carriera di JR. Dopo essere stato co-MVP del prestigioso McDonald’s All-American Game ai tempi del liceo, Smith arriva nella lega nel 2004 senza passare dal college, selezionato al #18 dai New Orleans Hornets. A NOLA vive un ottimo inizio di carriera, vincendo tre volte il titolo di rookie del mese e partecipando alla gara di schiacciate all’All Star Game. Finisce ai Denver Nuggets dopo una Risultati immagini per lebron jr smithtrade e in Colorado spende cinque stagioni cementando il proprio ruolo di sesto uomo specializzato nei tiri da tre punti. Parte che recita meglio di tutti con i New York Knicks nella stagione 2012-13, quando vince il premio di Sixth Man of the Year.

È questo il punto più alto della sua carriera, almeno fino al 2016 e alla conquista del titolo NBA con i Cavs da solido comprimario di LBJ, che lo aveva fortemente voluto con sé in squadra. La carriera di questo apparentemente affermato dottor Jekyll è indissolubilmente legata alle gesta della sua controparte mister Hyde, ben più imprevedibile e deleteria. Per dare un’idea, in carriera Smith è stato sospeso in sette occasioni diverse per un totale di 30 partite saltate per squalifica. Al conto vanno aggiunti i 57 falli tecnici rimediati, battuti alla cassa a $2,000 l’uno.

Fra multe comminate dalla lega e trattenute sullo stipendio, è possibile stimare che JR sia costato a se stesso circa due milioni di dollari per via dei suoi comportamenti folli. E in più della metà dei casi per incidenti fuori dal campo. Il primo episodio negativo della carriera avviene nel 2006 nella famigerata rissa al Garden, dove si prende a cazzotti con Nate Robinson e rimedia una sospensione di 10 partite, oltre ad una multa di $126k. Sempre ai tempi di Denver, nel 2007 sconta 3 partite di sospensione per un baruffa in un nightclub e altre 7 per aver causato l’incidente stradale in cui perde la vita il passeggero del SUV guidato da Smith. L’espiazione delle sue colpe passa anche da 24 giorni di prigione e 500 ore di servizi utili per la comunità. Durante il lockout del 2011 decide di volare in Cina e portare i suoi talenti ai Zhejiang Chouzhou Golden Bulls.

E con questi pure i suoi difetti. Sugli spalti la sorella Stephanie si rende protagonista di ben due risse col pubblico locale (alla faccia della barriera linguistica), mentre in allenamento JR si presenta quando capita, saltando 80 allenamenti in 4 mesi e dovendo così rimborsare al team di più di $1M. Tornato in patria, tocca con mano i rischi insiti nell’usare i social network con parti del corpo diverse dalla testa. Il post su Twitter che ritrae la foto del sedere Risultati immagini per jr smith eyesdi una modella con cui si era ritrovato a letto gli costa $25k. L’anno successivo fa tripletta di multe, la più significativa a settembre quando fallisce un test antidroga: la sospensione di 5 gare gli costa $253k.

Nel 2014 stabilisce un nuovo record NBA per via di una multa da $50k per aver a più riprese slacciato le scarpe agli avversari nel corso delle partite contro Mavs, Rockets e Pistons. La stagione seguente approda per la prima volta alle Finals. Se di solito i giocatori arrivano a quell’appuntamento seri e concentrati, JR si presenta per i corridoi della Q su un PhunkeeDuck, il motorino senza sella e manubrio celebre fra i ragazzini. Quello seguente è però l’anno dell’anello e della visita alla visita alla Casa Bianca, dove Obama lo ringrazia per non essersi presentato a petto nudo.

Durante i festeggiamenti per il titolo, JR aveva infatti sfoggiato a più riprese senza pudore e con orgoglio i tremila tatuaggi, suo simbolo distintivo. Rappresentante non ufficiale dell’Hennessy, JR è forse ancora obnubilato dall’alcol quando nel 2016 decide di lasciare il campo nel bel mezzo di un’azione per andare ad abbracciare Jason Terry in panchina. La scusa? “Non sapevo di essere in campo.” Il penultimo incidente risale a marzo di quest’anno, un surreale lancio di zuppa in direzione del proprio assistente allenatore Damon Jones. I reporter restano tuttora divisi sul tipo di zuppa – legumi, broccoli e cheddar, o un più classico brodo di pollo? – ma di certo era salata: $95k di multa. Questo horror show lungo 14 stagioni ci ha infine condotto a Gara 1 delle Finals di quest’anno.

Assurdo come l’uomo che ha fatto del shooters shoot il suo motto si sia ritrovato palla in mano e non abbia tirato. Meno paradossale che non avesse idea del punteggio, assolutamente in linea col personaggio. Un errore, certo non il primo né l’ultimo, la cui portata trascende il momento e il cui riverbero con ogni probabilità causerà l’addio di King James da Cleveland. Per tutti questi motivi, non c’è altra maniera di chiamare JR se non con il suo nome. Idiota. O forse no. Forse l’idiota è chi scrive questo pezzo, chi lo legge e tutte le altre persone che, a differenza sua, non hanno trovato il modo di farsi pagare uno stipendio multimilionario a fronte di prestazioni imbarazzanti e del tutto illegali sul posto di lavoro. Quindi nuovo titolo: JR – genio incompreso.

MVProf

 

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